Masseria Losurdo Azienda Agrituristica

Altamura - S.P. 41 - Altamura (Bari)
Categoria: Agriturismo, Itinerari, Percorsi all'aria aperta, Accoglienza, Eventi, Visite guidate, Riti e tradizioni

Masseria degli Spirito - Losurdo

Autore: Staff Kroplus

La masseria è situata ad una distanza di circa 6 km dall’abitato di Altamura, lungo l’attuale via per Jesce-Laterza.  La suddetta si presenta come una masseria padronale privata, esempio di fondazione e costruzione di una casata nobiliare, come molte altre presenti sul territorio altamurano, a cavallo tra le matine e la murgia, discretamente conservata ed ancora in attività. Era a economia mista agricola e pastorale e, a partire dagli inizi del ‘600, fu associato anche un grosso allevamento di api. Quella dei Losurdo è una delle masserie più antiche del territorio. Si sviluppò in un piccolo pianoro posto tra il parco Barone e le falde di Murgia Catena. Fu costruita intorno a una parte di resti di un grande casale , costituito da abitati in grotta, con una decina di ambienti ipogei aperti intorno ad un incavato recinto rettangolare. A partire dai primi anni del ‘300, fino alla prima metà del ‘500, furono edificati solo pochi locali seminterrati, accanto e sopra le grotte. Lo sviluppo maggiore invece avvenne tra la fine del ‘500 e durante tutto il ‘600, quando, dopo aver inglobato le aree intorno a due degli ingressi, venne realizzato  un grande recinto quadrangolare in muratura eretto intorno ad una zona centrale in terra battuta, e su tutti e quattro i lati sorsero complessi abitativi all’aperto. Alcuni di essi furono adibiti al soggiorno di bestiame di grossa taglia, altri vennero impiegati come abitazione dei padroni, della servitù e del personale di servizio; per i ricoveri notturni e nei mesi freddi si utilizzavano le grotte antiche, anche fino al XIX secolo. Sul lato settentrionale del complesso venne ricavata la grande stalla dei bovini in due ambienti con volta in tufi a crociera, tipica della prima metà del ‘600, cui poi si aggiunse la casa dei gualani e la cucina del grande camino ed il camino a pinnacolo sui tetti. A nord e ad est, ad angolo su buona metà dei lati, furono fabbricate le stanze di soggiorno dei padroni, dove si radunava la famiglia dei signori con la servitù, trascorrendovi un lungo periodo di villeggiatura (di solito dalla fine della primavera all’autunno, dalla mietitura alla trebbiatura, fino agli inizi della semina).  Tra il ‘500 ed il ‘600 fu edificata la casa-torre, con un grande camino della cucina più antica nello scantinato. Sorsero, successivamente, tre complessi intercomunicanti: una casa di fianco alla grande cucina, forse quella destinata alla servitù, con piccolo recinto posteriore a lato di quello più grande, che occupava tutto l’angolo nord-est, dentro vi fu costruita anche una nuova cucina con un altro camino; questo fabbricato aveva due alti piani e un vasto solaio.  I fabbricati usati dai proprietari subirono diversi completamenti e rimodernamenti nei piani superiori durante la prima metà del ‘700. Nell’angolo vuoto accanto alla chiesa settecentesca (la cappella dell’Immacolata), nacquero, alla fine dell’800, altre stanze insieme a quelle della loggia ad archi, costruita sui più antichi seminterrati. Nel lato orientale, già alla fine del ‘500 fu costruito un alto muraglione dopo l’ingresso, e al cui interno si aprivano cinque profonde arcate, con mangiatoie per il soggiorno all’aperto del bestiame. Solo agli inizi del ‘900 venne aggiunto all’esterno, adiacente al muro, un lungo lamione con il tetto a spiovente, dietro alle ultime arcate. Queste invece si sviluppavano in un’analoga sequenza di sei arcate con mangiatoie fino al secondo arco d’ingresso sul lato meridionale. Anche ad est del lato meridionale fu costruita una serie di locali, già presenti nei primi anni del XVII secolo, tutti con lo stesso sistema di forti murature a base di pietra e soprastanti alzate con volte a botte in carparo. Nell’angolo si trova il lamione antico della stalla, un locale contiguo invece forse serviva per la conservazione dei formaggi, e subito dopo un terzo ambiente con i resti di un grande camino, sicuramente la sala dove i pastori preparavano i loro prodotti. All’incirca verso la fine del ‘600 fu aggiunta la torre stretta e più alta, la parte inferiore fu utilizzata come deposito per la paglia, in quella superiore venne realizzata la colombaia; sui tetti era situato un camino oggi crollato. Sul lato ovest, nello stesso periodo di quelli a sud, veniva costruita una serie di locali intercomunicanti adibiti a magazzini temporanei per cereali, sementi e alloggi per il personale dei campi. Verso la fine del XVI secolo, fu realizzato il grande apiario con un cortile interno, costruito quasi come un giardino pensile su tre delle grotte sottostanti. Su uno dei lati costruirono i recinti per le pecore, a sud e a nord, quello dei “giardini”: veri e propri orti, con coltivazione di verdure e alberi da frutta; a oriente si completava il grande recinto dell’aia, chiuso dalla puscina.

Nell’area della masseria è stata segnalata una grotticina (quasi certamente una tomba collettiva), dove sono state raccolte ceramiche eneolitiche, strumenti litici, ossa umane e di animali.

Testo redatto dal dott. Bernardo Centoducati e dall'arch. Michele Centoducati.

Bibliografia: Tommaso Berloco – Altamura bollettino dell’ABMC n. 50-51

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