Cristina Sodano Artista

Centro di Pomigliano - Pomigliano d'Arco (Napoli)
Categoria: Itinerari, Eventi

Presentazione

Autore: Staff Kroplus

L’idealizzazione della realtà, l’immaginazione, la fantasia, seguendo l’indeterminatezza della figurazione. Come se la coscienza ‘suggerisse’ un grado di comprensione e consapevolezza molto leggero e superficiale, fino ad arrivare, al termine del percorso sensoriale, ad un profondo intento rappresentativo. I colori sono vivi, accesi, luminosi; i decisi tratti grafici vogliono sottolineare con forza l’idea che nasce dall’intimo; la pittura è istintiva, veloce, poco corposa, stesa in maniera quasi istantanea, con l’intento di dar forma e vita al pensiero ispirato, con il timore che esso possa, presto, sparire. Cristina Sodano classe ’77, nasce e vive a Napoli. Laureata in Architettura nel 2002, si diploma all’Accademia di Belle Arti di Napoli nel 2008. Dal 2004 espone i suoi lavori in diverse mostre collettive, estemporanee e personali. “Nei suoi dipinti emerge il dialettico connubio tra pittura ed architettura. La forte matrice segnica costruisce un’impalcatura architettonica di grande solidità sulla quale si stende una tavolozza cromatica intrisa d’emozione.” A. Della Corte “Cristina Sodano, attraverso la pittura, realizza il racconto inedito di una meditata esperienza di vita viaggiando con la memoria tra spazi vissuti o immaginari ed evocando, come in un libro di fiabe, sagome umane non realisticamente definite, che denunciano una pregnante ed emotiva spiritualità interiore. Sono equilibri determinati tra forma ed espressione, tra la qualità dell’esecuzione e il tema trattato, tra la necessità di ricercare soluzioni compositive e la volontà di esprimere il proprio pensiero.” M. Lansione Successivamente dopo aver eseguito per anni una ricerca grafica di abiti e modelli originali nel 2012, fa un corso in modellismo e cucito e inizia a creare vestiti e in particolare foulard dipinti a mano. La sua ultima esposizione personale è stata realizzata a Napoli al Centro Pascotto di oculistica e chirurgia in corso Umberto I n°179. Pagina facebook: https://www.facebook.com/cristinasodano77.

Biografia a cura di redazione Artingout

Autore: Cristina Sodano

Cristina Sodano (Napoli, 1977), è un’artista italiana contemporanea. Nasce da genitori entrambi architetti con una forte passione per l’arte, la madre insegnante di materie artistiche e il padre insegnante di discipline geometriche. L’ambiente familiare influenza non poco la sua già spiccata propensione creativa. Cristina Sodano mostra più che un interesse per l’attività artistica già in età prescolare e verso la metà degli anni ’80, in età preadolescenziale, inizia ad approfondire in modo sistematico il tema del ritratto e della figura umana, tema che diventerà uno dei punti cardine della sua produzione. Questa dedizione all’arte la porta a scegliere gli studi superiori in Arte. E’ il periodo del liceo. Nel 1990 si iscrive al Liceo Artistico Statale di Napoli. Negli anni del liceo frequenta con particolare interesse il corso di figura disegnata con il prof. Errico Ruotolo trovando nell’esecuzione del tratteggio del maestro una fonte d’ispirazione che influenzerà buona parte della realizzazione del disegno dal vivo. Sarà poi con il prof. Di Caterino che approfondirà la tematica del volto umano. In questa fase di studio e crescita la Sodano sperimenta diverse tecniche e stili pur riconoscendo in se stessa una forte passione per il disegno. Nel periodo degli studi, oltre a una produzione personale, esegue copie liberamente tratte dalle opere dei grandi maestri della storia dell’arte come Botticelli, Michelangelo, Hayez, Ingres e Fragonard. E’ ben visibile nel lavoro di questi anni adolescenziali la ricerca di una propria identità sia nel mondo dell’arte che nella vita personale. Nella Sodano si riconosce immediatamente una naturale “personalità” artistica contemporanea che la distanzia dall’essere un mero esecutore artigianale. Mostra chiaramente di possedere quella capacità visionaria tipica dei creativi e la sua è una modalità di esecuzione decisamente “gestuale” anche nella figurazione classica e si evidenzia chiaramente un desiderio di immediatezza della comunicazione attraverso il processo artistico. Per questo appare piuttosto naturale che, durante l’adolescenza, la Sodano rimanga affascinata dai pre-impressionisti come Manet, dagli impressionisti Monet e Renoir e dal post-impressionista Gauguin, sia dal punto di vista delle atmosfere percettive della loro produzione sia e soprattutto dalle loro biografie. E’ proprio quel fascino d’intreccio inscindibile negli artisti tra vita e arte, tra persona e ruolo che fa vibrare le sue “corde genetiche”. Nonostante il fascino suscitato dagli impressionisti non si ferma ad essi. L’artista è nel periodo della ricerca e dello sviluppo creativo, così sperimenta altre correnti come il surrealismo e l’astrattismo. La giovane Sodano studia, osserva, fagocita letture di ogni tipo, cercando di assorbire esperienza per trasformare quel complesso d’informazione in una costruzione personale del tutto originale. Oltre la produzione artistica inizia uno studio personale anche nel campo della moda, disegnando abiti; una passione che la porterà, più in là nel futuro, a seguire il corso di modellistica presso la scuola di modellistica e cucito di Pomigliano d’Arco. Realizzerà poi modelli originali mai scollegati dall’ambiente più direttamente artistico. Nel 1994 iniziano gli anni universitari. Si iscrive alla facoltà di architettura presso l’Università Federico II di Napoli. Nel periodo universitario c’è una crescente propensione della Sodano artista verso una figurazione meno definita che aprirà la strada a una produzione più astratta con qualche accenno d’informalismo. Nel 2002 consegue la laurea in architettura e si trasferisce a Roma per il praticantato in uno studio di progettazione per poi abilitarsi alla professione di architetto nello stesso anno. Gli anni romani rappresentano un periodo di forte crescita artistica. Tra le numerose mostre che frequenta una in particolare, presso il Complesso Monumentale del Vittoriano, segnerà una svolta in questo momento della vita artistica della Sodano. È la mostra sull’espressionismo. Cristina Sodano incontra dal vivo le opere di Rottluf, Nolde, Heckel, Bleyl, Kirckner, Pechstein, Muller della “Die Brüke”, nonché i maestri Kandinskij e Marc del gruppo “Der Blaue Reiter” e rimane quasi folgorata dalla forza, dalla profondità, dall’esaltazione dell’impatto emotivo così ricercato da questi autori. Nel 2003 termina il periodo romano e la Sodano torna a Napoli dove decide di aggiungere un tassello ai propri studi artistici. Nel 2004 si iscrive così all’Accademia di Belle Arti seguendo il laboratorio del maestro Salvatore Provino diplomandosi a pieni voti nel 2008. L’inizio dell’Accademia è anche il momento di una prima apertura al pubblico con alcune esposizioni estemporanee che le permettono di sperimentare il rapporto tra le proprie opere e nuovi “osservatori”. Nel solo 2004 le opere della Sodano vengono esposte in ben nove mostre d’arte tra le quali la “Biennale delle Arti dell’Unità d’Italia” presso il Museo dell’Opera della Reggia di Caserta e la “Nave dei Sogni” a Napoli presso Villa Hass nell’atelier dei Mazzella. La curiosità e la voglia di conoscere porta l’artista a frequentare costantemente le mostre d’arte dei grandi maestri senza escludere i contemporanei e gli emergenti con i quali cerca sempre un confronto. Il tema del confronto rappresenta il centro focale di questo periodo dell’artista. La stessa Sodano dichiarerà di aver attraversato una fase di crisi artistica quando il suo “mondo visivo è sconvolto” dall’incontro con alcune opere di Gaspare Traversi e di Pablo Picasso. Cristina Sodano inizia una profonda autocritica. Ritiene che la propria competenza non sia sufficiente autodichiarando di voler migliorare, di dover apprendere ancora molto, credendo che quel futuro che si stava avvicinando fosse andato più lontano di qualche passo di troppo. Questo atteggiamento critico rappresenta una fase di crescita importante per l’artista, è un momento cruciale per chi, come la Sodano, ha dedicato la propria vita all’arte. Ogni crisi è sempre indice di un cambiamento e la capacità di affrontarla sarà determinante per il futuro di un artista decidendo, per una sorta di “selezione naturale”, tra chi potrà essere realmente Artista (la A è volutamente maiuscola) e chi rimarrà un mero cultore dell’arte. Se oggi siamo qui a scrivere di Cristina Sodano è perché l’Artista ha superato ampiamente tale fase aprendo la strada a una nuova visione della propria produzione. E’ la fase di una più decisa esposizione al pubblico e alla critica d’arte. Sono infatti più di centoquindici le mostre nelle quali sono esposte le opere d’arte della Sodano tra il 2004 e il 2017. Oltre le già citate ricordiamo, soltanto per indicarne alcune, “Il Viaggio” (2005) presso il Palazzo Comunale di Pompei, “La donna del mediterraneo: espressione di forza e fragilità” nella Sala Gemito del Comune di Napoli, la mostra itinerante “Al caro Giorgio Gaber” (2006) a Napoli, Roma e Milano, “Magma” (2006) presso le Sale del Chiostro di Santa Maria la Nova a Napoli, “Il Bacio” (2007) presso la galleria d’arte il Ponte a Nocera Inferiore (Salerno), “Mostra di Pittura di 4 Artisti” (2007) presso la Galleria Mediterranea Arte a Napoli, “Pittura Fresca” (2008) presso Castel dell’Ovo a Napoli, “NINA nuova immagine napoletana” (2008) presso la Galleria del Giardino dell’Accademia di Belle Arti a Napoli, “Fiera, P.IN.C. Parco in Comune” (2009) presso il Parco delle Cave a Milano, “Holos, etichette arte e Poesia” (2010) a Ora (Bolzano), “Un Pensiero per la Pittura” (2010) in occasione della rassegna cinematografica “Corto Globo” presso il Castello Doria ad Angri (Salerno), “Uniti nell’Arte” (2011) presso il Palazzo delle Aquile di Palermo, “Rosso Luce Nero e Tenebra” (2011) presso la Chiesa di San Michele dell’Arco d’Augusto a Fano (Pesaro-Urbino), “Le Regioni dell’Indeterminato” (2012) a Salerno, “Poseidon in Flora” (2012) presso la Pinacoteca Michele de Napoli a Terlizzi (Bari), “Giorni al Borgo” (2013) presso il Borgo di Montesarchio (Benevento), “Colori in Versi” (2014) presso la Biblioteca di N. Romeo Palazzo Lanza a Capua (Casterta), “Tra segno e luce” (2015) presso la galleria Kouros ad Aversa (Casterta), “Geometrie scomposte” (2017) presso Banca Mediolanum a Napoli. Diverse le pubblicazioni dal catalogo delle “Biennale delle Arti dell’Unità d’Italia” (Domin Arte Editore), all’antologia “Il Viaggio” (Alabtros Edizioni), al “l’Io e il Trascendente” (Editrice l’Arca) fino a “La Libertà bene Comune” (Edizioni d’arte contemporanea) e oltre. La produzione artistica della Sodano suscita un crescente interesse da parte di pubblico e critica e le sue opere si diffondono velocemente in numerose collezioni d’arte pubbliche e private. Tra le collezioni pubbliche ricordiamo l’opera in esposizione permanente presso la Capitaneria di Porto di Pozzuoli. Nelle opere della Sodano, dai suoi apprezzati ritratti alle opere più astratte e informali fino alle produzioni materiche, si evidenzia l’esaltazione del versante espressivo-emotivo con un tratto che richiama l’impeto gestualista. La visione della Sodano rimanda comunque a un neoconcettualismo in grado di reintegrare l’aspetto percettivo dell’opera con una attenta e ricercata simbolizzazione. Anche la critica parla più volte di lei così per Rosario Pinto «Cristina Sodano sviluppa una linea analitica della forma intrecciando sensibilità proprie d’una antica tradizione monumentalistico – novecentesca, svolta in chiave purovisibilista, e scegliendo di non accedere alle logiche di orientamenti ‘magico-realisti’ che rimangono per lei come una sorta di orizzonte intravisto ma volontariamente evitato preferendogli una più fluida levità contenutistica», per Mario Lansione «[…] Sodano è un’artista destinata a sviluppare uno stile originale e personalizzato; certo è che possiede i requisiti per potersi distinguere nel complesso e variegato mondo dell’arte contemporanea […]», per Angela Della Corte «Nei suoi ritratti emerge il dialettico connubio fra pittura e architettura. La forte matrice segnica costruisce un’impalcatura architettonica di grande solidità sulla quale si stende una tavolozza cromatica intrisa d’emozione. Tra la forza del segno e l’immediatezza del colore, in un continuo gioco di equilibri, vince il sentimento, il racconto sincero, sfacciato, che osa andare al di là della patina del reale toccando le corde della passione.» e per Gianfranco Coppola «[…] la pittura di Cristina è un’esperienza intima e coinvolgente, sembra che lei attinga a una dimensione trascendente e spirituale. Ogni colore, pennellata assume un’evocazione psicologica e simbolica». Alla fine del 2017 la Sodano evidenzia una particolare energia creativa che la porta alla creazione di un nuovo ciclo pittorico che prende il nome di “Identità“. Anticipano tale serie due tele, immediatamente inserite in una prestigiosa collezione d’arte, denominate “Protoumani”, figure antropomorfe che indicano un’origine della specie. Da questi Protoumani, opere davvero uniche e irripetibili per volontà dell’artista, la Sodano crea una discendenza, appunto le Identità. Si tratta di una serie di ritratti in tecnica a olio su tela nei quali l’artista utilizza alcuni parametri formali per esaltare il concetto di “uguaglianza” e “pari potenzialità” tra tutti gli esseri umani Così dimensioni delle tele, tendenza alla simmetria del volto, neutralità espressivo-emotiva, assenza di elementi decorativi aggiuntivi, fondo con una tendenza al mono-tono cromatico rappresentano parametri stabili di questa produzione. I volti ritratti appaiono altamente suggestivi, comunicativi, mai inquietanti e sempre accoglienti. Davvero ci troviamo di fronte a dei pezzi di una profondità rara. A tali aspetti formali si sovrappone poi il titolo dell’opera che identifica un “ruolo sociale” del personaggio ritratto, ruolo che tendenzialmente coincide con una professione ma che non necessariamente rappresenta la professione reale del soggetto. Questo espediente permette a Cristina Sodano di esaltare il concetto espresso nella serie delle Identità: la differenza tra identità personale, l’Io Sono, e le attribuzioni sociali. Chi siamo realmente, per quale motivo siamo cercati, riconosciuti e amati? Per l’abito che portiamo oppure per quello che davvero siamo. La Sodano investe così l’osservatore di un ruolo attivo nella costruzione dell’opera d’arte. Il personaggio ritratto, che potremmo essere anche noi in quanto la Sodano ritrae più spesso personaggi reali, non offre spunti per l’attribuzione sociale. Senza il titolo quel volto è un “cellula staminale”, può essere e divenire tutto. Inizia così un gioco percettivo che coinvolge tanto l’artista in quanto esecutore, l’opera e l’osservatore. Con le Identità la Sodano apre una strada importante e di un’intensità artistico-concettuale in grado di tracciare un solco visibile nell’arte contemporanea. Ad agosto 2018 la Sodano aderisce ad “Art Opportunity” un progetto per promozione della cultura degli investimenti in arte che porterà a un importante evento espositivo a Milano entro maggio 2019. Cristina Sodano rappresenta così un tassello di altissimo interesse, capace di suscitare l’attenzione di pubblico attento e sensibile e di quel raffinato collezionismo in grado di vedere nella contemporaneità il prossimo futuro della storia dell’arte. text-revision in data 28 luglio 2018 a cura di Redazione Artingout, prima stesura 13 ottobre 2017 come citare questa fonte: Artingout Redazione (2018) Cristina Sodano. Biografia Critica. Text-Revision 2018. artingout.com, 28 luglio 2018

Protoumano 1

Autore: Cristina Sodano

L’artista propone alle “fine” del 2017 l’inizio di un suo nuovo periodo artistico. Cristina Sodano è un’artista con alle spalle un lungo periodo di attività artistica, mostre, studio e ricerca che, osservando questa nuova produzione, potremmo quasi definire “ontogentico”. Una serie incessante di modificazioni che hanno portato allo sviluppo di quello che l’artista ha deciso di chiamare “Protoumano”. E’ la genesi di questa produzione, è soltanto l’inizio! Cristina Sodano ha realizzato due opere con questo titolo: “Protoumano 1” e “Protoumano 2”. Sono opere uniche e, per volere dell’artista, assolutamente non ripetibili. La rarità e l’assoluta unicità le rendono opere che superano nettamente il coefficiente base dell’artista. I protoumani, “i primi umani”, sono così unici genitori di tutta la specie, una sorta di “Eva e Adamo”. La Sodano ha inoltre deciso che il protoumano, quello femminile, sia il “primo essere” creato in questa produzione artistica. Le caratteristiche morfologiche del Protoumano 1, qui pubblicato, richiamano infatti, appena accennate, le sembianze del femminile mentre nel Protoumano 2 c’è un tratto più maschile. Le due opere osservate singolarmente appaiono dal tratto piuttosto neutre e simili ma se messe una accanto all’altra si evidenzia tale differenziazione di genere. L’opera d’arte pubblicata in questa pagina, il “Protoumano 1”, è un olio su tela 30x30cm del 2017. Le sembianze antropomorfe del volto sono neutre e l’assenza dello sguardo vuole accentuare questa neutralità. Il volto è quasi del tutto privo di espressione emotiva a voler indicare un’assenza ancora di una certa “anima”. Il protoumano è una sorta di “cellula staminale” in grado di essere altro, di specializzarsi. E così sarà. Cristina Sodano ha già dichiarato la preparazione di una serie di ritratti che faranno parte del ciclo iniziato con il protoumano. L’anima, l’energia vitale, darà forma e identità. Protoumano 1, così come il suo complementare Protoumano 2, sono opere d’arte di elevato pregio, davvero altamente suggestive, profonde, realizzate inoltre con consapevolezza e chiarezza di idee. Cristina Sodano con questa produzione si sta incamminando con estrema determinazione verso il futuro, permettendo alla creatività italiana di essere ancora una volta protagonista della storia dell’arte contemporanea. NOTA. Opera ………….. a cura di Redazione Artingout 3 gennaio 2018 Come Citare Questa Fonte Artingout Redazione (2018) Protoumano 1 di Cristina Sodano. Nota Critica dell’opera d’arte. Artingout.com, 3 gennaio 2018.

Protoumano 2

Autore: Cristina Sodano

Protoumano 2 è un’opera d’arte olio su tela 30x30cm dell’artista contemporanea Cristina Sodano. Il dipinto, insieme al suo complementare “protoumano 1” è parte di una nuova serie iniziata alla fine del 2017 dall’artista ed è un pezzo realmente unico in quanto la Sodano ha espressamente dichiarato che i “Protoumani” non verranno replicati, saranno gli unici due pezzi esistenti con tale figurazione. Aprono però la strada a un progetto, diremo che daranno vita a uno loro discendenza “artistica”. I protoumani della Sodano rappresentano così una sorta di “Eva e Adamo”. Protoumano 2 è stato creato con una leggera forma maschile rispetto al Protoumano 1 che invece rappresenta l’elemento femminile dei due dipinti. La scelta di un’espressione neutra, l’assenza voluta degli occhi offre all’osservatore la possibilità di proiettare forme e contenuti. I protoumani sono l’energia generatrice, energie potenziali, creazioni nate per creare a loro volta. Cristina Sodano ha già iniziato la realizzazione delle “discendenza” che ci aiuterà a comprendere ancora a più a fondo tale progetto artistico. L’artista in questa fase creativa della sua vita è completamente assorbita dal progetto che integra aspetti artisti quanto aspetti concettuali, psicologici e filosofici. La Sodano ci riporta verso un’arte di alto valore esperienziale e, senza probabilmente esserne ancora consapevole, i suoi passi stanno percorrendo la strada della storia dell’arte contemporanea italiana e internazionale. Chi ha esperienza nell’universo dell’arte forse avrà già intuito l’importanza di questa opera e del suo complementare. La maggioranza invece comprenderà pienamente quanto i protoumani di Cristina Sodano siano dei veri e propri capolavori quando inizierà a legarli alla loro discendenza della quale abbiamo soltanto accennato. Sono opere d’arte destinate ad acquisire un valore concettuale, e ovviamente d’investimento, crescente nel corso della storia. a cura di Redazione Artingout 7 febbraio 2018 Come Citare Questa Fonte Artingout Redazione (2018) Protoumano 2 di Cristina Sodano. Nota Critica dell’opera d’arte. Artingout.com, 7 febbraio 2018.

L'erborista, serie "Identità"

Autore: Cristina Sodano

Ci siamo! L’opera d’arte olio su tela 30x30cm dal titolo l’Erborista è la prima di un nuovo filone dell’artista contemporanea italiana Cristina Sodano. L’opera segue geneticamente “Protoumano 1 e 2” che hanno rappresentato l’origine di questa suggestiva e particolare serie. I protoumani (già pubblicati su artingout) hanno rappresentato la genesi ed ora con quest’opera l’artista crea la discendenza. Si tratta di una serie concettualmente ben definita dalla Sodano la quale apre la strada a nuova visione “artistica” della nostra umanità. Un’umanità che viene a definirsi tra specie, identità di genere e identità di ruolo. La Sodano mette l’osservatore di fronte a un ritratto e a un titolo, nello specifico di questo dipinto l’Erborista. Con il titolo l’artista indica un ruolo, un’identità sociale. Quando ci presentiamo o quando conosciamo qualcuno spesso non ci basta sapere di trovarci di fronte a una persona con un proprio nome, cerchiamo altre informazioni legate al ruolo, ad esempio la professione. Quindi abbiamo Tizio il Dottore, Caio il Muratore, Sempronio il Politico. Alla nascita siamo davvero tutti uguali, distinti in genere ma addirittura ancora confondibili per tratti somatici. Quell’essere umano neonato, quel bambino è quel che è, senza altro! Il genitore lo ama soltanto perché esiste, senza uno specifico ruolo sociale se non il nome attribuito dall’esterno. Inizia dalla nascita un percorso di crescita, di cambiamento, di acquisizione di molti ruoli. La Sodano con il suo tratto profondo, in modo davvero molto acuto e nuovo, non inserisce elementi simbolici che possano far intuire il ruolo sociale del soggetto ritratto. L’immagine è assolutamente priva di indicazioni o altri elementi decorativi. C’è una persona ritratta, in questo caso una donna, con un’espressione volutamente neutra, con un abbigliamento altrettanto neutro, con una marcata simmetria e uno sfondo tendenzialmente monocromatico che permette di esaltare la figura ritratta. Cosa può suggerirci che si tratti di un’Erborista? Assolutamente nulla. Questa è la genialità, l’intelligenza artistica di Cristina Sodano nel creare tale nuova serie. L’obiettivo dell’artista è mettere l’osservatore di fronte a una persona, così com’è, per quello che è, un’identità che può avere una connotazione di genere (una donna in questo caso) o addirittura potrebbe non essere così chiaramente distinguibile, come vedremo in opere successive in corso di realizzazione e che, come redazione di artingout, abbiamo per primi avuto la fortuna di poter osservare. La Sodano è come se ci presentasse un “Io Sono” così come sono, così come vedi, niente di più, niente di meno. Siamo persone, create da una stessa matrice (che la Sodano ci indica attraverso quelle straordinarie opere uniche che sono i Protoumani) e per questo tutti uguali, o meglio tutti con le stesse potenzialità, con gli stessi diritti, con le stesse opportunità quindi in grado di costruire il nostro ruolo in modo dinamico e, perché no, di cambiarlo nel corso del tempo. Sempre uguali a se stessi, in quanto esseri, ma sempre diversi in quanto ruolo. La Sodano invita così l’osservatore a mettersi in gioco, senza timore, perché non esiste errore, esistono soltanto modi di osservare. Così capita che l’osservatore di fronte all’opera possa preferire un’altra attribuzione di ruolo. Sovente capita che alcuni esprimano ad esempio un cordiale disaccordo affermando “a me non sembra un’erborista” oppure cerchino di trovare un nesso simbolico tra l’espressione del volto e il ruolo del personaggio o altro ancora. Si può anche giocare provando a indovinare l’identità di ruolo della persona ritratta ma anche se indovinassimo in realtà sarebbe sempre una nostra proiezione perché questa serie di ritratti non è composta da persone che abbiano realmente il ruolo indicato nel titolo. In questo modo la Sodano, ed è sempre più suggestiva e geniale la sua intuizione, ci fa necessariamente confrontare con i nostri “pregiudizi”, con le nostre esperienze, con le nostre convinzioni preformate e con le nostre idee. Questa serie, che potremmo definire le “identità” della Sodano, diventano dei veri e propri test proiettivi, degli specchi psicologici in grado di farci guardare a noi stessi osservando l’altro da noi. Quest’opera, l’Erborista, è la prima nata, è la prima identità, è un pezzo davvero unico, originale, denso di significato concettuale e anche dal punto di vista tecnico profondamente suggestivo. Quasi richiama le icone di epoche antiche pur essendo di una contemporaneità ben visibile. Tutte le opere di questa nuova serie mantengono volutamente alcuni parametri stabili. Le dimensioni delle tele sono tutte di 30x30x4 cm, tutti i ritratti tendono alla neutralità espressiva, tutti i ritratti sono modificati dall’origine in alcune fattezze come gli occhi leggermente più grandi e l’aumento della simmetria del volto e tutte le figure sono prive di altri elementi simbolici. Cristina Sodano invita inoltre il collezionista a entrare in modo vivo in questo filone offrendo la possibilità di realizzare ritratti personalizzati adattati alla serie, quindi con le caratteristiche di questa produzione. Ognuno di noi può così chiedere di far parte di questa storia, di rimanere con traccia in questa memoria artistica. La Sodano, con questa serie che come accennato chiameremo d’ora in avanti le “identità”, apre un mondo interpretativo pressoché infinito e inizia un percorso concettuale che non potrà lasciare indifferente la storia dell’arte contemporanea. Senza timore, con estremo vigore e sicurezza, ci sentiamo oggi di poter affermare che Cristina Sodano ha realizzato, dal punto di vista artistico-concettuale, una serie destinata a crescere e lasciare una traccia indelebile nella nostra memoria artistica collettiva. Tecnica e Concetto rendono quest’opera di una profondissima suggestione e di un elevato pregio anche dal punto di vista degli investimenti in arte. Cristina Sodano, forse quasi inconsapevolmente, si è messa su un binario sul quale hanno già viaggiato, prima di lei, quelli che oggi sono i grandi maestri dell’arte contemporanea internazionale. a cura di Redazione Artingout 23 febbraio 2018 Come Citare Questa Fonte Artingout Redazione (2018) L’Erborista di Cristina Sodano. Nota Critica dell’opera d’arte. Artingout.com, 23 febbraio 2018.

Nuove opere per Cristina Sodano, artista emergente in evoluzione continua. Intervista a cura di Monica Pasero

Autore: Cristina Sodano

La pittrice, Cristina Sodano, in queste sue nuove ed esclusive Opere, cresce, dà il meglio di sé e lo fa con un’evoluzione artistica, di grande importanza, che apre la strada a una visione sulla ritrattistica del tutto innovativa, evidenziando su tela concetti rivoluzionari, in cui i soggetti, esposti, ricreano, appunto, una visione del tutto nuova sull’ uomo. Un’identità evoluta dai tempi che cambiano. Oggi, l’essere umano ha modificato sia le sue caratteristiche fisiche che mentali creando, nel tempo, generazioni figlie o schiave, per meglio dire, del benessere e delle nuove tecnologie. L’essere umano diviene un modello preconfezionato che lo porta a pensare ad un’esistenza schiava del sistema. Vittima inconsapevole di uno stile di vita che lo attrae con il benessere e lo intrappola, omologandolo alla massa. Automa è il termine esatto che oggi evidenzia la nuova generazione: uomini e donne, burattini, portati ad una vita legata a modelli di stile e benessere non sempre consoni allo spirito ma, bensì, indottrinati ad un cammino materialistico, voluto da una società progressista e meccanizzata; così che, anche l’origine umana cambia. E la Sodano, in queste sue raffigurazioni, riporta egregiamente questo simbolico mutamento della razza umana: Protoumano 1 e 2 si differenziano per alcune difformità di forme e colore riconducibili all’ essere femminile che ritroviamo nel Protoumano 1 e a quello maschile nel Protoumano 2; le due opere possono essere affiancate alla figura dei nuovi Adamo ed Eva, rappresentandone l’evoluzione, intercorsa, dalla nascita del mondo a oggi. Figure apparentemente inespressive, occhi fissi, incolore, vuoti simboleggiano appieno l’oscurità che, oggi, invade il Pianeta. La loro inespressività, apparente, ci riporta alla riflessione del grande vuoto esistenziale che vive oggi l’uomo; le forme statiche, quasi assenti, inconsapevoli, a prima vista, aprono alla riflessione su quanto il genere umano e la visione totalitaria di esso stia cambiando. Un’altra opera, degna di merito, è l’Erborista. La Sodano simboleggia, in questa sua creazione, l’importanza della persona, come tale, senza stereotipi sociali e culturali, portando ad elevare la creazione in sé. L’osservatore giungerà ad identificare la parte sociale, di essa, solo tramite il titolo che lo indurrà a riconoscere la persona anche sotto un profilo collettivo; ma il titolo, come spiega la Sodano, è irrilevante: lo stesso volto potrebbe avere un'altra collocazione pubblica. In queste opere il suo intento è in primis esaltare la persona e ciò che la identifica socialmente non è basilare. Lo stile della Sodano è deciso, forte, coraggioso: pennellate di carattere come lo è lei! Che apre nella sua carriera artistica una nuova pagina di cui sentiremo sicuramente parlare. Continua su https://oltrescrittura.blogspot.com/2018/03/nuove-opere-per-cristina-sodano-artista.html

Le Identità di Cristina Sodano

Autore: Cristina Sodano

Esistono almeno due tipi di bellezza. C’è una bellezza immediata, meramente di superficie e subito seducente, una meteora che solca il cielo, ti stupisce per quell’attimo di luce per poi non lasciare alcuna traccia nella tua vita. Poi c’è una bellezza profonda, una bellezza che vibra alla stessa frequenza della tua anima e tatua il tuo cuore con il suo nome, per sempre. Ques’ultima è quella bellezza che soltanto chi ama può comprendere, un legame profondo, intenso e incondizionato senza perché. Nasce dalla conoscenza, è un viaggio infinito di scoperta. Le due bellezze non sono necessariamente scisse, possono esistere nello stesso momento, ma soltanto se c’è la seconda c’è davvero amore. Quante opere d’arte passano davanti ai nostri occhi, quante ci appaiono immediatamente belle per poi non stupirci più e quante invece non possiamo fare a meno di ammirare e vorremmo avere l’onore di diventare noi i custodi di tale magia? Quando abbiamo incontrato la prima volta le opere d’arte di Cristina Sodano la sensazione è stata piuttosto chiara: c’era qualcosa di più da scoprire, sembrava di trovarsi di fronte a una strada senza indicazioni ma che in qualche modo ci avrebbe portato nella direzione esatta nella quale non sapevamo neanche di poter andare. Inizia da qui il nostro viaggio alla scoperta di quella bellezza profonda che Cristina Sodano, forse in modo del tutto inconsapevole, sta offrendo al mondo dell’arte attraverso le opere di un nuovo ciclo pittorico iniziato nel 2017 e definito “identità” Continua su: https://www.artingout.com/pubblicazioni/20180716-identita-cristina-sodano-arte/

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